STORIA del vino Brunello di Montalcino
In una nazione, l'Italia, che produce vino da circa 3.500 anni, il Brunello di Montalcino puo' essere considerato un'invenzione moderna.
Non si tratta infatti di un vino prodotto in omaggio alle locali tradizioni, ma e' il frutto degli studi di un singolo viticoltore, Ferruccio Biondi Santi.
Intorno al 1870, Ferruccio Biondi Santi comincio' a diffondere nei suoi vigneti un clone di Sangiovese, chiamato Brunello. Il giovane viticoltore aveva notato che una varieta' di Sangiovese - chiamato "grosso" per distinguerlo da quello originario del Chianti, che aveva i grappoli piu' piccoli - resisteva maggiormente agli attacchi di fillossera che tanto avevano flagellato i vigneti della zona. Alla fine, Ferruccio Biondi Santi reimpianto' completamente i suoi vigneti e presto fu in grado di produrre con soddisfazione un vino ricavato da un solo vitigno.
Ma fece di piu', diede un taglio netto alle tradizioni del luogo: i toscani, al tempo, preferivano di gran lunga vini rossi giovani, rinvigoriti dalla pratica del "governo", spesso addirittura frizzanti.
Il Brunello veniva, e viene tutt'ora, invece, sottoposto ad un processo di affinamento di almeno quattro anni in botti di rovere, completato poi in bottiglia dove sviluppa nel corso del tempo le sue pregiate qualita'.
Il Brunello comincio' a far parlare di se' a partire dal 1880. La prima grande annata" ufficiale" del Brunello fu il 1888, di cui esistono ancora cinque bottiglie, perfettamente integre, a riprova della sua grande longevita': con il passare degli anni, acquista sempre maggiore fragranza, un sapore piu' vellutato, una maggiore armonicita' ed un profumo delicato e, allo stesso tempo, intenso.
Ricordiamo a questo proposito un'affermazione del Barone Luigi Ricasoli, politico e grande produttore toscano (fu dettato da lui il disciplinare del Chianti), quando, nel 1930, assaggio' del Brunello annata 1888: "Ecco, io a questo non ci arrivo", disse, decretando cosi' la qualita' e la longevita' di questo eccezionale vino.
Nel 1988, e' stato celebrato il Centenario di questo straordinario vino, alla presenza del Presidente della Repubblica italiana, Francesco Cossiga.
DATI COMMERCIALI del vino Brunello di Montalcino
Strutture di produzione: 118 produttori.
Numero ettari iscritti: 876.
Quantita' max producibile: 45.552 hl.
Quantita' prodotte: 40.371 hl.
Strutture associative: Consorzio del Vino Brunello di Montalcino, 1, Costa del Municipio, 53024 Montalcino SI - Tel. (0577) 848246.
Data di costituzione: 1967
Numero associati al 30/09/1989: 128.
SPECIFICHE DOC del vino Brunello di Montalcino
Zona di produzione: l'intero territorio del comune di Montalcino in provincia di Siena. Sono da considerare idonei, unicamente i vigneti collinari, bene esposti, di altitudine non superiore ai 600 metri s.l.m., i cui terreni siano di origine eocenica e comunque atti a conferire alle uve ed al vino derivato le specifiche caratteristiche di qualita'.
Vitigni: Brunello di Montalcino (Sangiovese grosso).
Resa massima per ha: 80 qli.
Resa massima di uva in vino: 70% al primo travaso, 65% dopo l'invecchiamento.
Gradazione alcolica minima: 12,5%.
Acidita' totale minima: 5,5 per mille.
Estratto secco netto minimo: 24 per mille.
Invecchiamento obbligatorio: 4 anni in botti di rovere.
Caratteristiche organolettiche: colore rosso rubino intenso, tendente al granato per l'invecchiamento; profumo caratteristico, vinoso ed intenso, etereo, con bouquet ricco ed elegante dai sentori di viola e sottobosco; sapore asciutto, leggermente tannico, caldo, pieno, morbido, robusto ed armonico.
Qualificazioni: sottoposto ad un periodo d'invecchiamento non inferiore ai 5 anni puo' portare la qualifica "Riserva".
Tipologie: nessuna.
Abbinamenti :arrosti di carne rosse, cacciagione e selvaggina, in particolare tordi allo spiedo, e grigliate miste.