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Gravina


STORIA del vino di Gravina

Il nome Gravina significa "profondo burrone", "profonda grave" o "baratro" inciso sui terreni calcarei, e tale posizione sull'orlo di un dirupo si riferisce proprio alla caratteristica fondamentale di questa citta' da cui deriva il nome di uno dei piu' rinomati vini bianchi Doc della Puglia.
Gravina appare come in bilico su un ciglio, circondato alla base da grotte dove nel secolo V si rifugiarono originariamente gli scampati alle distrizioni del centro romano dell'antica Silvium, e li' rimasero finche', intorno al secolo IX, non risalirono la ripa per creare la "Civitas Gravinae".
Il vino ononimo e' ottenuto da vari tipi di uve coltivate nella provincia di Bari, fino quasi al confine con la Basilicata, e principalmente Malvasia del Chianti, Greco di Tufo e Bianco di Alessano.
Il Bianco di Alessano e' un vitigno che prende il nome da un piccolo paese, Alessano appunto, dell'estremo lembo salentino, zona indicata anticamente come Messapia.
I Messapi erano un popolo discendente dai primi immigrati di origine cretese che colonizzarono la zona. E' grazie ad essi che, probabilmente, il vitigno fu introdotto in questa regione e, insieme al Greco di Tufo, venne coltivato su gran parte del territorio da loro occupato. Il greco di Tufo aveva pero' tutt'altra provenienza. Esso e' un vitigno bianco originario della zona campana di Avellino e, precisamente , della zona di Tufo e Solopaga, di netta influenza etrusca.
Quindi a Gravina si incontrano due vitigni e con essi due civilta' : la messapica con il Bianco di Alessano e la campano-etrusca con il Greco di Tufo.

DATI COMMERCIALI del vino di Gravina

Strutture di produzione: 26 produttori.
Numero ettari iscritti: 43.15.
Quantita' max producibile: 4.464 hl.
Quantita' prodotte: 632,73 hl.

SPECIFICHE DOC del vino di Gravina

Zona di produzione: i territori comunali di Gravina in Puglia e Poggiorsini, e parte di quelli di altamura e Spinazzola, in provincia di Bari. Sono da considerarsi esclusi i vigneti ubicati su terreni di natura eccessivamente argillosa e con alto tenore di umidita' e comunque non adatti.
Vitigni: Malvasia del Chianti 40-65%, Greco di Tufo e/o Bianco d'Alessiano 35/60%, eventualmente Bombino bianco e/o Trebbiano toscano e/o Verdeca fino ad un massimo del 10%.
Resa massima per ha: 150 qli.
Resa massima di uva in vino: 70%.
Gradazione alcolica minima: 11%.
Acidita' totale minima: 5 per mille.
Estratto secco netto minimo: 17 per mille.
Invecchiamento obbligatorio: nessuno.
Caratteristiche organolettiche: colore giallo paglierino tendente al verdolino; profumo caratteristico e gradevole; sapore secco o amabile, sapido, fresco,armonico,delicato,talvolta leggermente vivace.
Qualificazioni: nessuna.
Tipologie: qualora i vini abbiano un residuo zuccherino tra i 4 gr/I ed i 20 gr/I e' obbligatorio riportare in etichetta la locuzione "Amabile"; puo' essere prodotto anche nella versione "Spumante".
Abbinamenti :antipasti magri, primi piatti con sughi leggeri a base di pesce, fritture di pesce, seppie e polpi in tegame, frittate, latticini freschi.


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Aggiunto: 2006-03-12 22:50:57