STORIA dei vini di Brindisi
Secondo Strabone, il famoso geografo greco, la fondazione della citta' di Brindisi, centro di viticoltura dalle tradizioni remote, da cui prende il nome uno dei piu' rinomati vini della regione pugliese, va attribuita ad un gruppo di Cretesi guidati da Teseo e originari di Cnosso, insediatisi nel Salento, nella parte meridionale della Puglia, intorno al XVI sec. a.C..
Nello stemma della citta' sono raffigurate due colonne e una testa di cervo. Le colonne sono quelle romane che si ritiene segnassero la conclusione della via Appia, a quel tempo principale arteria di collegamento da Roma all'unico, trafficatissimo porto naturale della costa adriatica italiana, grazie al quale Brindisi e' stata denominata, sin dall'antichita', la "porta d'Oriente".
La testa di cervo si riferisce al termine messapico "brunda", che significa appunto "testa di cervo", da cui deriva il nome antico della citta' "Brundisium", che si riferirebbe alla forma ramificata del porto. Infatti, caso unico in Italia, la costa pugliese rientra in questo punto formando un ampio e profondo fiordo che procedendo verso l'interno si sdoppia in due rami che formano una piccola penisola su cui e' situata la citta'.
La storia popolare attribuisce invece il suo nome, anziche' alla tradizione greca, ai navigatori dell'antica Roma, i quali al momento di imbarcarsi alla volta della Grecia o del Medio Oriente, amavano alzare i calici colmi di vino in grandi brindisi di buon augurio. I vini della terra di Puglia infatti, sono stati sempre presenti sulle tavole imbandite della Roma antica e Tibullo, Plinio il Vecchio e Orazio, nei loro scritti, hanno dato ampi dettagli sui processi di coltivazione e vinificazione dell'uva in questa regione. Plinio citava sempre i vini di "Canosium" e di "Brundisium" e Orazio li esaltava nel suo "Merum Tarentinum". Lo stesso termine "merum" veniva usato dai Romani per distinguere il vino pugliese, puro e corposo, dal tipo semplice o da quello che non aveva il giusto abboccamento, che chiamavano invece "vinum".
Il termine "merum" esiste tutt'oggi nel dialetto pugliese riadattato in "mejre", senza il quale ogni pranzo viene considerato incompleto, insipido e poco armonico.
DATI COMMERCIALI dei vini di Brindisi
Strutture di produzione: 38 produttori.
Numero ettari iscritti: 585 .
Quantita' max producibile: 51.140 hl.
Quantita' prodotte: 757 hl. (Rosso hl. 450; Rosato hl. 307).
SPECIFICHE DOC dei vini di Brindisi
Zona di produzione: il territorio dei comuni di Mesagne e di Brindisi.
Vitigni: Negro Amaro con eventuali aggiunte di Malvasia nera di Brindisi e/o Sussumaniello e/o Montepulciano e/o Sangiovese fino ad un massimo del 30%. La presenza del vitigno Sangiovese non deve superare il 10%.
Resa massima per ha: 150 qli.