STORIA del vino Verdicchio dei castelli di Jesi
Il Verdicchio dei Castelli di Jesi e' il vino Doc piu' famoso e storicamente conosciuto delle Marche.
I filari di Verdicchio, antichissimo vitigno originario di queste terre emigrato successivamente in Friuli, Veneto, Toscana e Campania, si distendono sulle colline che fiancheggiano il fiume Esino dove vanno ricercate le origini della coltura della vite nelle Marche. Al centro di questa storica zona viticola, chiamata dei Castelli di Jesi, sorge la citta' che da' il nome al vino, l'antica Aesis, colonia romana di probabile origine umbra. La storia di Jesi si intreccia con quella dei suoi Castelli, di cui ormai rimangono soltanto i ruderi che hanno dato il nome alle localita' di Castelbellino, Castelplanio, Maiolati, Monte Roberto e Cupramontana, citta' nata attorno ad un tempio eretto in onore della dea Cupra, fatto restaurare dall'imperatore romano Adriano nel 217 d.C., dove si tenevano riti propiziatori con sacre bevute di un vino, probabile antenato del Verdicchio, in onore, appunto, di Cupra, dea della ricchezza e dell'opulenza.
Dagli antichi romani la fama del Verdicchio arrivo' fino ai "barbari" (nome con cui si indicano le popolazioni provenienti dai paesi d'oltralpe che invasero e posero fine all'Impero Romano) tanto che Alarico, Re dei Visigoti, quando nel 410 d.C. attraverso' le Marche per raggiungere e stringere d'assedio Roma, si racconta che carico' 40 muli con barili di Verdicchio, non si sa se di questo o del confinante Verdicchio di Matelica, ritenendo nessuna altra cosa al mondo migliore di questo vino per mantenere la salute e stimolare la forza dei suoi soldati.
Le citazioni poetiche che il Verdicchio si e' guadagnato nel corso della sua storia secolare sono moltissime: tra le tante vale la pena di ricordare quella di Pietro Aretino, noto poeta toscano del '500, che nonostante la fama di denigratore di tutto e tutti per il Verdicchio spese parole soavi per esaltarne le virtu' dietetiche e gustative.
Oggi la fama mondiale del Verdicchio, il primo vino Doc delle Marche per quantitativi di produzione, si e' arricchita del prestigio conquistato in Italia e all'estero dal nuovo Verdicchio spumante che alcune aziende hanno cominciato a produrre sia con metodo Charmat che Champenois.
Il Verdicchio dei Castelli di Jesi puo' fregiarsi della qualifica geografica di "Classico" se viene prodotto nella zona piu' antica e tradizionale dell'area definita dalla Doc.
DATI COMMERCIALI del vino Verdicchio dei castelli di Jesi
Strutture di produzione: 1.514 produttori.
Numero ettari iscritti: 2.328.
Quantita' max producibile: 244.439 hl.
Quantita' prodotte: 173.245 hl.
Strutture associative: Consorzio Tutela Verdicchio dei Castelli di Jesi, c/o C.C.I.A.A , 1, P.zza 24 Maggio, 60100 Ancona AN - Tel. (071) 203546
Data di costituzione: 1982
Numero associati al 30/09/1989: 12.
SPECIFICHE DOC del vino Verdicchio dei castelli di Jesi
Zona di produzione: la zona dei Castelli di Jesi, in provincia di Ancona.
Vitigni: Verdicchio con aggiunta di Malvasia toscana e Trebbiano toscano (non piu' del 15%).
Resa massima per ha: 150 qli.
Resa massima di uva in vino: 70%.
Gradazione alcolica minima: 11,5%.
Acidita' totale: 5-7 per mille.
Estratto secco netto: 18-28 per mille.
Invecchiamento: nessuno.
Caratteristiche organolettiche: colore paglierino tenue, brillante; profumo delicato, caratteristico; sapore asciutto, armonico, con retrogusto gradevolmente amarognolo.
Qualificazioni: qualora il prodotto venga vinificato nella zona di produzione piu' antica puo' portare la qualifica "Classico" .
Tipologie: viene prodotto anche nel tipo "Spumante".
Abbinamenti :pesci cucinati alla brace od in umido bagnati dallo stesso vino, triglie all'anconetana, primi piatti importanti e carni bianche cucinate semplicemente.