STORIA del vino Falerio dei colli ascolani
La millenaria storia del Falerio dei Colli Ascolani e' gia' scritta nel nome, tipicamente romano, del vino che deriva dall'antica citta' di Faleria, diventata poi Falerio Picenus e, oggi, Falerone. Il Falerio dei Colli Ascolani, come i resti del teatro, dell'anfiteatro e del tempio romano che ancora si possono ammirare nella citta' di Falerone, rimane la testimonianza vivente della fama che fin dai tempi della Roma Imperiale avevano i vini del Picenum. La zona di produzione definita dalla Doc del Falerio si estende su quasi tutta l'area viticola della provincia di Ascoli Piceno, che dalla fascia collinare sub-appenninica arriva sino al litorale adriatico, fatta esclusione per la zona orientale occupata dai vigneti del Rosso Piceno.
Le colline tra Falerone e Fermo, dove oggi si distendono i vigneti del Falerio, hanno visto il battesimo delle armi del famoso filosofo e oratore romano Cicerone che, a soli 18 anni, partecipo' nelle armate di Pompeo Strabone alla battaglia persa dai romani contro l'esercito piceno.
Negli archivi del comune di Fermo si sono trovati cenni al vino di Faleria risalenti al XIII secolo dove si rintracciano le prime testimonianze dell'adozione anche in loco dell'antica tecnica del "vin cotto" che e' sopravvissuta fino ad oggi anche se limitata a piccole produzioni.
Come il Falerio dei Colli Ascolani, anche due vitigni, Passerina e Pecorino, che entrano nell'uvaggio insieme a Trebbiano, Malvasia, Verdicchio e Pinot bianco, vantano una storia secolare. Vitigni di antichissima tradizione (per il Passerina qualche ampelografo ha ipotizzato addirittura discendenze dallo Psithia di cui parlo' il poeta latino Virgilio) e con decisa origine marchigiana (anche se il Pecorino ha successivamente sconfinato in Umbria) presentano entrambi ancora oggi una forte personalita' gustativa che ne fa ingredienti indispensabili per la caratterizzazione dei vini (il Falerio e il Rosso Piceno) dove entrano a far parte dell'uvaggio.
DATI COMMERCIALI del vino Falerio dei colli ascolani
Strutture di produzione: 190 produttori.
Numero ettari iscritti: 492,70.
Quantita' max producibile: 48.285 hl.
Quantita' prodotte: 17.158 hl.
Strutture associative: Consorzio Tutela Vino Falerio dei Colli Ascolani, c/o C.C.I.A.A., 25, via Mercantini, 63100 Ascoli Piceno AP - Tel. (0736) 2791
Data di costituzione: 1968
Numero associati al 30/09/1989: 134.
SPECIFICHE DOC del vino Falerio dei colli ascolani
Zona di produzione: i colli della valle di Tenna, in provincia di Ascoli Piceno. Sono da considerarsi idonei i terreni di favorevole altitudine, giacitura ed esposizione, mentre da escludersi sono quelli di fondovalle ed i terreni eccessivamente umidi.
Vitigni: Trebbiano toscano non superiore all'80%, Passerina, Verdicchio, Malvasia toscana, Pinot bianco e Pecorino fino ad un massimo del 25% e con una presenza massima del 7% di Malvasia toscana.
Resa massima per ha: 140 qli.
Resa massima di uva in vino: 70%.
Gradazione alcolica minima: 11,5%.
Acidita' totale minima: 5 per mille.
Estratto secco netto minimo: 18 per mille.
Invecchiamento: nessuno.
Caratteristiche organolettiche: colore bianco tenue; profumo lieve; sapore secco, sapido, armonico, leggermente acidulo, gradevole, di buona beva.
Qualificazioni: nessuna.
Tipologie: nessuna.
Abbinamenti :zuppe di pesce, fritti di pesci sia di mare che d'acqua dolce, olive ripiene e fritte all'ascolana.