
Per offrire ristoro e ospitalità a viandanti mercanti, carrettieri e turisti, apre nel 1886
questo ristorante con locanda, diventando anche stazione del Postale.
Annotava in quegli anni, negli appunti di viaggio, Sir Humphry Dady,. descrivendo questi luoghi:
"La valle è molto piacevole per le locande che si incontrano lungo le strade: spaziose, fresche e pulite, danno il benvenuto al viaggiatore con ospitalità, di stampo antico. Sul grande pianerottolo del piano superiore, ove si aprono le stanze da letto, potete avere anche il vostro tavolo personale se siete clienti di riguardo.
Vasi di fiori ornano i balconi e la figlia del proprietario offrirà un grazioso bouquet quando ve ne andate; il tocco finale che si aggiunge al conto modesto, che è a malapena un conto, in tutti i sensi: è scritto con gesso sulla tavola in cifre così piccole quasi per convincervi che questa gente possiede ogni virtù esistente su questa terra.
Le soste del vostro conducente a mezzodì offrono molte piacevoli esperienze di questo tipo e quando vi fermate per la notte, le migliori stanze da letto, anche in località non molto frequentate, sono confortevoli a dovere, ben tenute e senza quell’aspetto raggelante così comune in una locanda inglese. I mobili sono spesso di noce; stampe bene incorniciate sono appese alle pareti e sui letti fan bella mostra coperte color cremisi.
Ma la locanda paesana, nella sua incantevole e gentile semplicità, probabilmente non sopravvivrà a lungo. E’ già comparsa lungo le principali vie di comunicazione , dove i turisti inglesi inducono a quella vana gloria tipica del loro paese gridando: Garcon alla modesta, dignitosa inserviente. Per soddisfare questi gusti gli hotels si aggiornano provvedendo un autentico Garcon. "
Oggi qui la locanda ha lasciato spazio al ristorante disposto su tre piani, bene arredato con le travi a vista e con il fornel rivestito da vivaci ceramiche che, fan bella mostra di sè, e che riscalda nei mesi freddi. L’attività è bene condotta con capacità e professione da Ornellio Masoch, che si occupa della cucina, e dalla moglie Regina, che si occupa della sala e dei vini.
Il menù, la semplicità e la bontà dei piatti sono quelli della tradizione locale. Antipasto di petto d’oca affumicato, bresaola di manzo con parmigiano. I risotti con radicchio di Treviso, con i funghi porcini e la zucca.
Le paste sono fatte giornalmente in casa: pappardelle al ragout di cervo, tortelli autunnali alle castagne o tagliolini al papavero con il radicchio di Treviso. Secondo piatto: bollito misto, baccalà alla vicentina, pastin ai ferri con polenta (pasta del salame fresco) e schiz con polenta (formaggio fresco cotto con panna e polenta).