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Friuli Venezia Giulia

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Regioni d'Italia
giovedì 06 aprile 2006

Il Friùli (Friûl in friulano, Forum Iulii in latino, Furlanija in sloveno, Friaul in tedesco) è una regione storico-geografica che corrisponde alle odierne province di Udine e di Pordenone e parti delle province di Gorizia e Venezia. Capitale storica del Friuli è Udine, città che fu già sede del Patriarcato di Aquileia, centri principali oltre a Udine sono Pordenone (capoluogo di provincia),Codroipo, Cervignano del Friuli, Gorizia (capoluogo di provincia), Cividale del Friuli, Latisana,Tolmezzo e Sacile.


Il Friuli storicamente è delimitato ad ovest dal fiume Livenza, a nord dalle Alpi carniche, ad est dalle Alpi Giulie e dai primi rilievi del Carso e dal fiume

Friuli

 


Città principale: Udine
Province: UD, PN, GO (solo destra Isonzo),
VE (solo il Mandamento di Portogruaro)
Superficie: 7.147 km²circa  
Abitanti: 900.000 circa  
Lingue: italiano, friulano, sloveno, tedesco

Isonzo, a sud dal Mar Adriatico. Numerosi sono i fiumi che scorrono da nord verso sud. Tra i più importanti, oltre a quelli già citati, il Torre, il Natisone, lo Stella, l'Isonzo, l'Ausa.

Il Friuli storicamente è delimitato ad ovest dal fiume Livenza, a nord dalle Alpi carniche, ad est dalle Alpi Giulie e dai primi rilievi del Carso e dal fiume Isonzo, a sud dal Mar Adriatico. Numerosi sono i fiumi che scorrono da nord verso sud. Tra i più importanti, oltre a quelli già citati, il Torre, il Natisone, lo Stella, l'Isonzo, l'Ausa.

Storia

Le origini e l'epoca romana
Popolata in origine da genti celtiche, la regione fu colonizzata dai Romani nel II secolo AC, venne profondamente influenzata dalla cultura latina, grazie anche alla presenza importante di Aquileia, quarta città dell' impero con oltre 200.000 abitanti ed importantissimo porto fluviale sul fiume Natissa, capitale inoltre della decima regione augustea (Venetia et Histria); Lo sviluppo di altri centri oltre ad Aquileia, quali Forum Iulii (Cividale del Friuli) e Iulium Carnicum (Zuglio) contribuì ad assicurare alla regione una notevole floridezza. Tuttavia, sempre più esposta alle incursioni barbariche a partire dalla metà del II secolo, iniziò il declino della regione, e l'invasione unna segnò l'inizio della decadenza, quando Aquileia fu letteralmente rasa al suolo da Attila durante l'invasione barbarica da lui condotta. Questa città rimase comunque importante anche nel periodo di declino dell'Impero, grazie alla presenza del Patriarca, una delle massime autorità cristiane del tempo; con il crollo dell'impero, la pianura friulana era sempre meno sicura, poiché da questi luoghi scesero tutte le grandi invasioni barbariche, per cui molte persone si rifugiavano o verso le isole sulla costa o nei borghi fortificati sulle colline.

 


La capitale della regione venne spostata a Forum Iulii, che nel corso del medioevo fu fortificata perché potesse resistere ai barbari. Nel 568 alla breve dominazione bizantina sul territorio successe quella longobarda. Tra le popolazioni che lasciarono il segno ci furono appunto i Longobardi, che crearono un ducato a Cividale del Friuli, che divenne quindi la città più importante del Friuli dell'epoca; alla sconfitta dei Longobardi da parte dei Franchi, assunse sempre maggior importanza il ruolo degli imperatori tedeschi e dei signori che governavano l'attuale Austria, anche se rimaneva sempre aperto il problema delle razzie da est; aumentò nel frattempo il potere del Patriarcato di Aquileia, che controllava la maggior parte del territorio, tanto che il 3 aprile 1077 l'imperatore Enrico IV concesse al Patriarca Sigeardo la contea del Friuli con prerogative ducali per la sua fedeltà al potere imperiale. Linea che fu seguita anche dai sucessori di Sigeardo e che permise loro di consolidare lo stato, la ’’Patrie dal Friûl'’, che oltre a tale regione incluse per periodi diversi anche Trieste, l'Istria, la Carinzia, la Stiria, tali da renderlo uno dei più ampi dell‘Italia di allora. Frattanto il nuovo centro commerciale di Udine andò assumendo sempre maggiore importanza, fino a che questo, da comune diventato signoria dei potenti Savorgnan, cominciò a contendere l'egemonia all' antica capitale.

 


Dalla dominazione veneziana al Risorgimento
L'esperienza del Patriarcato, per certi versi molto moderna, si concluse nel 1420, quando il Friuli fu annesso alla Repubblica di Venezia, una delle grandi potenze dell'epoca, che vedeva queste zone come il suo naturale retroterra. Nel 1516 l'Impero Asburgico assunse il controllo del Friuli orientale, mentre il Friuli occidentale rimase veneziano fino al 1797, anno del trattato di Campoformio, quando in seguito alle campagne napoleoniche anche il Friuli venne ceduto all' Austria, che lo perse per un breve periodo in cui fece parte del Regno Italico, dal 1805 fino alla Restaurazione. L'udinese ed il pordenonese furono annessi all'Italia nel 1866 assieme al Veneto, mentre il Friuli orientale (la cosiddetta Contea di Gorizia e Gradisca) rimase austriaca fino al termine della Prima Guerra Mondiale.


Storia contemporanea
Durante il periodo del fascismo il Friuli dovette sopportare un processo di ‘assimilazione’, che comprendeva la modifica di cognomi e nomi di luoghi in favore di forme più ‘italiane’, oltre al confino per coloro che si opponevano a questi cambiamenti. Dopo il 1943, il movimento partigiano acquistò una forza sempre maggiore tanto da creare una Repubblica libera in Carnia; nel frattempo il Friuli era stato inglobato nello Stato tedesco, che era interessato ad avere uno sbocco sull'Adriatico e che mirava al termine della guerra alla creazione di uno stato cuscinetto, separato dal resto dell'Italia. Tuttavia la sconfitta del Terzo Reich portò con sé anche questi progetti e il Friuli ritornò italiano (anche se ci furono contrasti anche violenti con alcuni partigiani comunisti, che miravano a mettere in atto l'idea di Tito di annettere alla Jugoslavia tutto il territorio fino al fiume Tagliamento).

 


Praticamente tutti gli abitanti della regione parlano come prima o seconda lingua l'italiano, a fianco della quale, nella maggior parte del territorio del Friuli, si colloca inoltre la lingua friulana, presente in alcune varianti tra loro molto simili.

Sono presenti pure minoranze venete al confine occidentale, nella laguna (Marano) e al confine orientale (Isontino), minoranze tedesche nella Val Canale e nella frazione di Timau, al confine con l'Austria, e aree slovenofone nelle Valli del Torre, del Natisone (zona chiamata in lingua locale Benecija, storicamente legata alla cultura slava per influsso linguistico e culturale ma al Friuli per storia politica e socio-economica) e nel Collio Goriziano (estrema propaggine settentrionale degli sloveni giuliani); inoltre sono idiomi minoritari anche i dialetti Resiani (o resianici, di più antica origine slava) parlati in val di Resia e la lingua germanofona di Sauris (isola linguistica nella regione montuosa della Carnia) tutte considerate dai parlanti come lingue indipendenti rispettivamente dallo sloveno e dal tedesco, e le parlate ladine di Erto e Casso (al confine col Veneto), oggi praticamente estinte in favore dell'italiano e del dialetto bellunese.

 


Fino alla metà del ‘900 il Friuli rimase una terra profondamente rurale e molto povera, il che provocava una continua emigrazione verso paesi quali Stati Uniti, Canada, Argentina, Australia. Lo sviluppo iniziò negli Anni ‘60 e portò alla creazione di quel forte tessuto di piccole industrie e imprese artigianali che sono la base dello sviluppo del Nordest italiano; grande impulso allo sviluppo industriale fu dato dalla creazione dei distretti industriali, tra cui ricordiamo il "triangolo della sedia", nella parte sud-orientale della provincia di Udine (Manzano, S.Giovanni al Natisone), il distretto del mobile nella provincia di Pordenone (Brugnera). Nella zona di Udine all'industria siderurgica (Safau, Bertoli) ed alimentare (Birra Moretti) di un tempo si è sostituita una fitta rete di distribuzione commerciale di dimensioni medio-grandi concentrata specie a nord della città, mentre le industrie pesanti (acciaierie ABS, Danieli) si sono trasferite nell' hinterland udinese. Grande sviluppo ha avuto negli ultimi anni il distretto industriale dell'Aussa-Corno, incentrato sul porto fluviale di San Giorgio di Nogaro. Una voce importante dell' economia friulana è costituita dal turismo, con la località balneare di Lignano Sabbiadoro, una delle maggiori mete dell'alto Adriatico, con il centro storico di Udine e con i numerosi agriturismi sparsi un po' in tutto il Friuli, mentre nella stagione invernale le località alpine (Tarvisio) sono frequentate mete sciistiche.

 


La pronuncia corretta di Friuli è [Fri'u:li], ovvero l'accento cade sulla u. Sebbene vari dizionari ed enciclopedie riportino, data la sua diffusione, in particolare in Italia centrale, la pronuncia alternativa ['Fri:uli], ovvero con l'accento sulla i, va tenuto presente che questa pronuncia non è in alcun modo presente nel territorio friulano né in quelli limitrofi. Trattandosi di un nome proprio, legato ad una forte identificazione culturale, andrebbe ritenuta corretta solo la pronuncia locale. Per i friulani, infatti, il fatto che il nome della propria regione sia spesso storpiato, almeno per il loro modo di sentire, è un chiaro segnale della scarsa considerazione di cui gode, nel resto d'Italia, la loro regione.

A Ovest di Udine, nella base aerea di Rivolto, ha sede la Pattuglia Acrobatica Nazionale, le famose Frecce Tricolori. A Campoformido, inoltre, nell' aeroporto locale che ha visto mascere le Frecce, ha sede il Parco del volo.

Friulani celebri

Pier Paolo Pasolini Poeta e scrittore

Manuela Di Centa Sciatrice, più volte campionessa olimpica

Dino Zoff Allenatore e portiere della nazionale campione del mondo 1982

Enzo Bearzot C.T. della nazionale campione del mondo 1982

Carlo Sgorlon Scrittore


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