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Bandi comunitari per l'ICT

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Rassegna stampa
martedì 04 settembre 2007

L'Unione Europea ha comunicato il lancio di tre nuovi bandi nel settore dell'ICT (Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione). Alcuni dei temi promossi sono il migliore utilizzo delle tecnologie della comunicazione, la diffusione di internet e del digitale, il miglioramento tramite progetti tecnologici di infrastrutture, ambiente, mobilità e sanità. I bandi sono riservati in particolare alle imprese, con l'obiettivo di promuovere attività di ricerca e innovazione. La scadenza di presentazione delle domande sarà a ottobre e per compilarle ci si può valere dell'assistenza della Camera di Commercio di Milano.

 

Il primo bando, con scadenza il 23 ottobre, rientra nel nuovo Programma per l'Innovazione e la Competitività 2007-2013 (CIP). Si occupa di promuovere un utilizzo più ampio e migliore dell'ICT anche da parte dei cittadini, dei governi e dei mercati, oltre che delle piccole e medie imprese. In particolare le aree affrontate riguardano servizi di e-government e sanitari (e-health), anziani e integrazione sociale.

 

Il secondo bando è promosso dal 7° Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo Tecnologico (2007-2013) e scade il 9 ottobre. Con un budget di 477 milioni di euro, va a coprire tematiche riguardanti: infrastrutture di reti e di servizi; componenti, sistemi, ingegneria, cure sanitarie sostenibili e personalizzate; ICT per la mobilità, sostenibilità ambientale ed energia.

 

Infine vi è il bando promosso dal programma e-Content Plus, la cui scadenza è prevista per il 4 ottobre e il cui obiettivo è rendere i contenuti digitali in Europa più accessibili e utilizzabili, con una dotazione di 46,5 milioni di euro.

 

Con ICT si intende in sostanza la convergenza di informatica e telematica per lo sviluppo della trasmissione di informazioni. L'Europa ha promosso fin dagli anni '90 questo sviluppo, attraverso un "libro bianco" presentato dalla Commissione Europea in cui veniva esposto il concetto di comunicazione dell'informazione nell'Unione Europea. A differenza della scelta fatta dagli Stati Uniti, cioè la costruzione di "autostrade telematiche" per la diffusione dell'informazione su una rete ultraveloce e di elevata portata, l'Europa ha puntato sullo sviluppo di un sistema avanzato di infrastrutture, che comprende anche gli strumenti di comunicazione multimediali, come progetto funzionale alla nascita della nuova società dell'informazione. In Italia il rinnovamento della rete telefonica, che è ancora in corso tra accelerazioni e periodi di stasi, richiede l'introduzione delle tecnologie digitali, proprie dell'informatica, sia nelle centrali telefoniche sia nei sistemi di trasmissione che le collegano. Gli investimenti necessari sono però colossali, e secondo molti il finanziamento pubblico non potrà continuare ad assumere tale onere. L'Europa si trova così davanti alla scelta se incoraggiare, come negli USA, il settore privato a investire massicciamente nelle nuove infrastrutture di autostrade elettroniche, oppure far evolvere semplicemente le infrastrutture esistenti. Finora è stato scelto un approccio di mediazione che pone l'accento sul progresso economico e sociale che l'attuazione delle autostrade elettroniche potrebbe apportare alla comunità. Viene ribadita la necessità di una comunicazione migliore tra Stato e cittadino (e-government) e di una formazione continua. E' proprio in questa ottica che vengono promulgati bandi come quelli appena usciti, cui abbiamo accennato nella prima parte dell'articolo.


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