| Consigliati da News Aziende |
|---|
Basilea 2: L’affidabilità delle imprese minori |
|
|
| Notizie PMI | |||||||||||||||||||||||||||||||
| martedì 11 luglio 2006 | |||||||||||||||||||||||||||||||
|
Basilea 2: 9 Pmi su 10 affidabili
anche con nuove regole
Saranno piccole e poco strutturate, ma per le banche sarebbero da considerare clienti di prim’ordine, visto che nel 96,1% dei casi sono in regola con le nuove norme introdotte dalla riforma del Trattato di Basilea, e nel 95,3% dei casi possono essere considerate molto o abbastanza affidabili in vista di eventuali finanziamenti. Sono i 5 milioni di piccole imprese italiane oggi esistenti, analizzate da Unioncamere nella seconda edizione dell’indagine “L’affidabilità delle imprese minori”, presentata oggi a Roma.
L’indagine, che si pone l’obiettivo di misurare il grado di affidabilità economico-finanziaria delle imprese diverse dalle società di capitale (ditte individuali e società di persone) sulla base dei nuovi criteri innescati da Basilea 2 e di offrire un vero e proprio modello di rating utilizzabile dalle banche ai fini della concessione del credito a questa tipologia di aziende, è stata effettuata su un campione di 17mila imprese, 12mila delle quali costituite in forma di ditte individuali e 5mila società di persone. Le imprese sono rappresentative dei settori commercio, manifatturiero, servizi, costruzioni.
Il modello di rating: 3,9% le imprese in default; 4,7% le “rischiose”
Un modello di rating che consenta alle banche di stimare il rischio di insolvenza delle imprese minori, valutando una serie di parametri oggettivi di operatività dell’impresa. E’ questa la novità principale dello studio realizzato da Unioncamere. Dopo aver calcolato che solo il 3,9% delle imprese minori è da considerare in stato di default, ovvero insolvente secondo il parametro fissato da Basilea 2[1]<!--[endif]-->, si è proceduto astimare la probabilità di default a 12 mesi delle imprese costituite in forma diversa dalle società di capitale. Le imprese sono state distribuite lungo una scala di rischiosità, composta da 10 classi di rating, che può essere ricondotta alle diverse scale di rating utilizzate dalle agenzie internazionali.
Il primo risultato che emerge è che solo il 4,7% delle imprese si colloca nella fascia di Rischiosità elevata, che rappresenta un chiaro segnale d’allarme circa la condizione in cui versa la struttura finanziaria dell’impresa.
Il 73,8% delle imprese analizzate si raccoglie nelle classi di “eccellenza” (Solvibilità elevata e Solvibilità buona 1 e 2 e Solvibilità sufficiente 1 e 2), che comportano un rischio di insolvenza quasi nullo o assolutamente accettabile.
Un ulteriore 21,5% di imprese, appartenente alle classi Vulnerabilità 1, 2 e 3, mostra una relativa esposizione al rischio, rientrando comunque fra le imprese “solventi”.
Distribuzione delle imprese lungo
I fattori di rischio sono proporzionali alla voglia di crescere dell’impresa
L’identikit dell’impresa meno “rischiosa” potrebbe esser questo: costituita in forma di società di persone, operante nel Nord-Est, attiva nel settore manifatturiero, nata 30-40 anni fa, con un mercato di riferimento limitato alla provincia o alla regione di appartenenza, con meno di 10 collaboratori, un fatturato inferiore ai 500mila euro l’anno, bassi tempi d’incasso per le forniture e fedele ad una banca soltanto.
Come a dire che il rischio di impresa, la voglia di crescere, di innovare e di cimentarsi con i mercati internazionali incide sulla stabilità finanziaria di una azienda, specie se piccola. Con il modello di rating elaborato, però, questa possibilità di insolvenza è finalmente misurabile e questo potrebbe consentire al sistema creditizio, attraverso una valutazione più oggettiva, di dare un giusto “peso” al rischio che le banche si assumono ogni qualvolta erogano finanziamenti.
FORMA GIURIDICA: maggiore la percentuale delle società di persone che rientra nella fascia di solvibilità (81,7%), mentre tra le ditte individuali è più significativa la concentrazione nelle fasce centrali di vulnerabilità (23,4%).
SETTORE: il settore manifatturiero, che risulta il meno rischioso (4,1% le imprese del settore che rientrano nelle classi di rischio), ed il commercio presentano le percentuali più elevate nelle classi di maggiore solvibilità (rispettivamente, 86,0% e 87,6%); le costruzioni e i servizi sembrano invece relativamente più rischiose.
TERRITORIO:
· <!--[endif]-->Nord Est: è l’area con la minore rischiosità (l’87,9% delle imprese appartiene alle classi di solvibilità e solo il 3,8% a quelle di rischio);
· <!--[endif]-->Nord Ovest: area a bassa rischiosità, ma su valori meno positivi di quelli del Nord Est (il 70,2% delle imprese è solvibile, il 25,6% vulnerabile, il 4,1% a rischio);
· <!--[endif]-->Centro e al Sudhanno comunque un basso profilo di rischio (oltre il 70% delle imprese sono solvibili e la quota di imprese vulnerabili è inferiore a quella del Nord Ovest), ma in queste aree si concentrano le quote maggiori di imprese a rischiosità elevata (rispettivamente il 5% e il 5,4%), sebbene su valori di poco superiori alla media.
SETTORE: il settore manifatturiero, che risulta il meno rischioso (4,1% le imprese del settore che rientrano nelle classi di rischio), ed il commercio presentano le percentuali più elevate nelle classi di maggiore solvibilità (rispettivamente, 86% e 87,6%); le costruzioni e i servizi sembrano invece relativamente più rischiose.
ETA’: fatta eccezione per le aziende ultraquarantenni, che, probabilmente per problemi di ricambio generazionale, presentano qualche elemento di criticità, l’analisi evidenzia che al crescere dell’anzianità d’impresa diminuisce la percentuale delle aziende ad alto rischio. La classe più affidabile, così, risulta quella composta dalle imprese nate tra il 1960 ed il 1970 (categoria all’interno della quale solo il 3,3% delle aziende è ad alto rischio), mentre la quota di possibili insolventi aumenta tra le imprese costituite tra il 2001 ed il 2005.
MERCATO: Al crescere dei “confini” del mercato di riferimento aumenta, ma sempre su livelli contenuti, la numerosità delle imprese nella fascia di Vulnerabilità e, in modo più evidente, nella fascia di Rischiosità elevata, dove tra le imprese che operano all’estero (che rappresentano circa un 3% della popolazione) si raggiunge il picco del 6,6%.
DIMENSIONE:al crescere del numero di collaboratori la percentuale di imprese presenti nelle fasce positive della scala (Solvibilità e Vulnerabilità) progressivamente si riduce e aumenta invece nella fascia di minor solidità finanziaria (Rischiosità). Analogamente, al crescere del fatturato aumenta la percentuale di imprese più rischiose.
PAGAMENTI E INCASSI: tempi di pagamento e di incasso hanno un peso significativo sulla probabilità di default delle imprese. Se si escludono le imprese che pagano alla consegna, la percentuale di aziende solvibili diminuisce progressivamente con l’allungarsi dei tempi di pagamento, scendendo da valori superiori al 70% di chi rientra nei tempi medi di pagamento, al 51% tra chi paga dopo oltre 6 mesi. Allo stesso modo, la percentuale di imprese solvibili diminuisce all’allungarsi dei tempi di incasso: scende da valori superiori al 70% tra chi incassa subito o entro 3 mesi, al 67% di chi incassa dopo 3 mesi.
RAPPORTO CON LE BANCHE: tra propensione al multiaffidamento e rischiosità delle imprese sembra esistere un legame evidente. Considerando le prime 5 classi della scala (aziende con Solvibilità) si osserva che la percentuale di imprese collocate in queste classi scende dal 74,7% per le aziende che fanno riferimento a una sola banca al 64,6% di quante operano con oltre 3 istituti di credito. Se poi si considerano le due classi di Rischiosità Elevata, si sale da una percentuale del 3,8% tra quante operano con una sola banca al 9,4% tra quante ne utilizzano oltre 3. D’altronde, il rapporto con la banca, unito a quello del costo e dell’accessibilità del credito, rimane argomento controverso. Riguardo a questo tema, ad esempio, l’indagine evidenzia che il 90% delle imprese afferma di non accetterebbe un costo del denaro più elevato in cambio di una maggior disponibilità di credito e che il 45% sarebbe disponibile a prendere in considerazione la possibilità di offrire maggiori garanzie pur di veder migliorare la propria disponibilità di credito.
COSTI: mentre l’incidenza dei costi diretti (acquisto di materie prime, semilavorati, manodopera) sul fatturato non sembra rappresentare un elemento discriminante ai fini della rischiosità delle imprese, diverso è la situazione per i costi indiretti (costi di gestione, amministrativi, marketing). La quota di imprese “solventi” si riduce progressivamente al crescere dell’incidenza dei costi indiretti sul fatturato (dal 75,3% quando i costi indiretti rappresentano meno del 15% del fatturato al 69,1% quando superano il 30%), mentre specularmente si incrementano le classi delle imprese con vulnerabilità e rischiosità elevata (le aziende a rischio salgono dal 4,2% del campione al 7,4%).
UTILE: evidente, infine, l’incidenza sulla possibile solvibilità dell’utile lordo. La quota di imprese ad alto rischio passa, infatti, dall’8,8% delle imprese che presentano perdite al 2,6% delle imprese con oltre 150 mila euro di utile.
Basilea 2 stabilisce che la situazione di insolvenza è determinata dalla presenza di finanziamenti in sofferenza o con almeno 180 giorni consecutivi di esposizioni scadute e/o sconfinanti cumulate superiori al 5% dell’intera esposizione di fine periodo.
|
|||||||||||||||||||||||||||||||
| Il portale delle PMI | ||||
|---|---|---|---|---|
|
| Cerca in News Aziende |
|---|
| Notizie sulle PMI | |
|---|---|
|
| RSS |
|---|
| Aziende in rilievo | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
|
| Articoli più letti | ||||
|---|---|---|---|---|
|
| Siti più visti | ||
|---|---|---|
|
- Antifurto satellitare
- Biologico
- Lavoro
- Software
- Prodotti tipici
- Siti consigliati
- Festività
- Cioccolato
- FAQ
- Cosmetici
- Pannelli solari
- Arredamento
- Corsi
- Osterie trattorie ristoranti
- Vendita appartamenti
- Chirurgia estetica
- Catering e Banqueting Roma
- Trasporto
- Caffè
- Macchine per pulizie industriali
- Assicurazione
- Offerte Hotel Agriturismi Bed and Breakfast
- Affitto appartamenti
- Collaudo apparecchiature elettroniche
- Condizionatori climatizzatori
- Franchising
- Asili nido
- Fuochi d'artificio
- Fiere
- Calzature ortopediche
- Telecontrollo
- Finanziamenti
- Agriturismo
- Web Agency
- Autodromi
- Meccanica
- Motori di ricerca
- Vino
- PNL
- Denti
- Bed and Breakfast
- Regioni d'Italia
- Gare ed appalti
- Notizie PMI
- Franchising ePOINT
- Rassegna stampa
- News dal web
- News
- Newsflashes