Non è una nuova professione, nè una nuova attività imprenditoriale, ma una curiosa allocuzione che accomuna la parola “Truffatori” alla parola “ Franchising”, quasi che esistesse una attività riconosciuta come tale, che commercialmente e legittimamente promuove la truffa attraverso il sistema distributivo del franchising, proprio come “Pizzerie in Franchising” o “Prodotti di bellezza in Franchising” o ancora “Agenzie immobiliari Franchising”.
E’ comunque un fenomeno che esiste e che miete vittime, soprattutto tra coloro che, per un motivo o per un altro, magari spinti dalla ricerca di una indipendenza economica, si buttano in attività che sulla carta vengono vendute come facili, sicure e remunerative e poi, alla prova dei fatti si rivelano remunerative solo per chi le propone.
Esaminiamo in una breve carrellata, cosa può succedere all’aspirante imprenditore, ed una breve guida per riconoscere immediatamente lo spessore e l’affidabilità dell’interlocutore.
Premettiamo però un dato di fatto : chiunque si lanci in una impresa commerciale, è soggetto a quello che si chiama rischio imprenditoriale. Moltissimi neo-imprenditori non si rendono conto che per riscuotere un successo significativo, professionale ed economico, è necessario avere nel proprio dna il gene del commerciante, dell’imprenditore, del lavoratore autonomo. Chi opera in conto proprio deve mettere in conto che le difficoltà ci sono, la necessità di un programma di investimento e la possibilità di attuarlo sono imprenscindibili, l’impegno è moltiplicato di molto rispetto al lavoro dipendente, il sacrificio (tempo libero, famiglia, orario “lungo”, ecc..) è necessario, la costanza e la caparbietà sono una costante di vita.
Non esiste alcuna attività (lecita) esente da quanto sopra e molti neo-imprednitori, i quali non raggiungono la meta sperata o addirittura falliscono sotto il profilo commerciale ed a volte anche giuridico, addossano la colpa della loro defaillance alla casa madre, nonostante tutte le qualità e le caratteristiche di cui sopra siano perlopiù assenti.
Insomma “fare franchising” è più facile, si ha alle spalle una casa madre che ha investito in metodo e tecnologia, si è però sottoposti a delle regole che a volte paiono strette, ma sono le sole che possono garantire il successo, se le qualità personali di cui sopra sono presenti. Un serio affiliante si riconosce subito: la trasparenza delle informazioni, la documentazione chiara e comprensibile, la disponibilità a fornire indirizzi e nomi degli affiliati operativi e di coloro che hanno cessato l’attività, il contratto di affiliazione redatto nel rispetto della legge del franchising, l’appartenenza ad una categoria primaria di settore, l’individuazione precisa del management, il dialogo aperto e la disponibilità per la visita presso la sede della casa madre, sono già sintomi di per se rassicuranti.
Essere azienda in regola con le norme che regolano il rapporto di franchising ed essere in possesso delle caratteristiche di cui sopra, non è cosa comune ed è per questo che è facile individuare chi spaccia per franchising (sinonimo di affiliazione commerciale) attività che franchising e/o affiliazione commerciale non sono. Si parlerà allora di programmi di concessione, di affiliazione generica, di partership, ecc.. .
Tutti questi termini non sono franchising e molte volte dietro a tali denominazioni si nascondono i veri truffatori. Esistono poi aziende che fanno della fee d’ingresso (il diritto di entrata che si paga per entrare a far parte di un network, per un parziale rimborso degli investimenti che la casa madre ha fatto o farà per il neo affiliato, per la dotazione iniziale, ecc..) il loro vero business. Infatti il know how (vero valore aggiunto della franchisee) risulta valido e corposo solo sulla carta, essendo non sperimentato, non ripetibile o addirittura inesistente.
Purtoppo esistono anche i denigratori di professione, che si spacciano per paladini di giustizia, calunniando aziende che operano in modo corretto ed esemplare, cercando così di carpire la fiducia dei più ingenui e fiduciosi. Essi non hanno nulla a che fare con il franchising, non avendone la struttura, i mezzi, la capacità imprenditoriale. Operano in modo subdolo e si insinuano, perlopiù utilizzando i motori di ricerca ed internet, in categorie non inerenti il loro lavoro, con il solo scopo di intercettare i possibili neo-ingenui-imprenditori.
Uno dei compiti che ci siamo prefissi è proprio quello di fare un po’ di pulizia o perlomeno di chiarezza nel settore dell'internet franchising e per quanto ci è consentito. Cercheremo di individuare chi opera ai margini spacciandosi per chi non è, chi opera truffando e chi utilizza la calunnia. In direzione di questi ultimi figuri, la battaglia sarà particolarmente efficace, perché utilizzaremo gli stessi mezzi (internet ed i motori di ricerca) con in più la forza della verità, che è dalla nostra parte. Pubblicheremo ciò che riusciremo ad individuare, per la salvaguardia di chi sia affaccia pieno di speranze al mondo dell’imprenditoria e per la salvaguardia delle aziende che con il loro serio lavoro sono la forza trainante del formidabile strumento commerciale che è il franchising.
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