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L'attuale Fiera del Riso di Isola della Scala, che attira anno dopo anno sempre più visitatori da tutta Italia e non solo grazie soprattutto alla bontà del suo prodotto tipico, il risotto all'isolana, è nata negli anni '60 ma affonda le sue radici in una tradizione plurisecolare tipica di questa zona.
Il territorio di Isola della Scala è caratterizzato dalla presenza di due corsi d'acqua, il Tartaro e il Piganzo, che garantiscono un terreno adatto alla coltivazione a risaie. Proprio il fatto di trovarsi alla confluenza di questi due fiumi, che in passato formavano paludi e isolavano queste zone da Verona, affibbiò a questa località l'appellativo di "isola" fin da epoche antiche. Il nome vero e proprio gli fu dato, come prevedibile, dagli Scaligeri, che ne fecero un baluardo a difesa della provincia.
Il territorio paludoso fu definitivamente bonificato nell'epoca del Rinascimento e così nel Seicento venne introdotta la coltivazione del riso. Si consolidò generazione dopo generazione la cosiddetta "garzega", la tradizionale festa di fine raccolto contadina. Le pile erano macchinari artigianali per la lavorazione del riso, che sbiancavano i chicchi di riso grezzo (risone) per sfregamento. Con l'avvento della modernità questi macchinari si sono automatizzati, ma il processo è lo stesso: i chicchi vengono privati degli involucri esterni e poi fatti sbiancare per sfregamento, il tutto senza subire interventi chimici o manipolazioni.
La tradizionale festa della garzega venne istituzionalizzata dall'amministrazione isolana nel 1967 con la creazione della Fiera del Riso. La varietà di riso coltivato a Isola della Scala è il Vialone Nano, adatto per i risotti, che ha nella Bassa Veronese il suo habitat ideale. Tanto che il riso semifino Vialone Nano Veronese ha ottenuto nel 1996 dall'Unione Europea il marchio di Indicazione Geografica Protetta (che protegge le caratteristiche e le qualità di un prodotto tipico di una determinata area geografica delimitata), per primo in Europa e unico fino a oggi in Italia. Non a caso il Vialone Nano raccolto nel Veronese rappresenta quasi la metà della produzione italiana di questa varietà, con in media 100.000 quintali. Isola della Scala si è così guadagnata il titolo di "città del riso", soprattutto grazie al suo prodotto più famoso, il risotto all'isolana, che non è altro che il piatto con cui un tempo si festeggiavano le grandi occasioni pubbliche o private, con i criteri tramandati di generazione in generazione e poi confluiti nella ricetta ufficiale dal 1985.
Ma a Isola della Scala il riso viene cucinato in diverse versioni: come primo piatto, come contorno da sposare con diversi condimenti (dalle carni alle verdure), o anche per preparare tipici dolci. Tutti questi piatti, ma soprattutto il miglior risotto, sono oggetto di gara fra ristoranti, trattorie e privati cittadini, che si sfidano ogni anno, durante la fiera, nei concorsi gastronomici "Chicco d'Oro", "Spiga d'Oro", "Palio del Risotto" e "Conoscere il Riso". Durante la fiera, che dura quasi un mese, viene cucinato ogni anno quasi mezzo milione di risotti.
La fama della Fiera del Riso di Isola della Scala è ormai diffusa a livello nazionale grazie anche a tutta una serie di manifestazioni di contorno: spettacoli, concerti, sfilate legate alla tradizione e al folclore, mostre, convegni, arte, cultura e sport. Negli ultimi anni anche famosi personaggi dello spettacolo (come Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Gino Paoli) hanno partecipato alle manifestazioni, fermandosi poi a degustare il risotto all'isolana. Quest'anno la fiera, che terminerà l'8 ottobre, ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Elio e le Storie Tese, i Nomadi e Teo Teocoli.
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